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Museo Archeologico Bologna
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1-COPIA DI UN BIFACCIALE IN PIETRA

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COPIA DI UN BIFACCIALE IN PIETRA

Grazie all’evoluzione delle tecniche di scheggiatura della pietra, l’uomo realizza strumenti lavorati su due facce, i cosiddetti bifacciali, chiamati anche amigdale per la caratteristica forma a mandorla (dal latino amìgdala = mandorla). Questi venivano ottenuti dalla sgrossatura di un ciottolo o di una grande scheggia, lavorati sull’intera superficie e dotati di un bordo tagliente continuo.
Il bifacciale aveva numerose funzioni: con questo strumento, infatti, era possibile tagliare pelli e carne, rompere legna, ossa e tendini, dissotterrare radici e piante, macellare gli animali uccisi.

Il bifacciale originale, databile al Paleolitico, fra 200.000 e 120.000 anni fa, è esposto nella vetrina n. 1, che rispetto a questa postazione è l’ultima del blocco di vetrine su questa parete.


Il terzo oggetto si trova nella parte anteriore della  mensola a destra del chopper. Per essere guidato scorri fino alla fine della scheda e apri l’approfondimento.

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