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Introduzione alla Bologna romana
A conclusione di una lunga lotta contro le popolazioni celtiche in regione, nel 189 a.C. Fèlsina fu rifondata dai Romani come colonia di diritto latino, e il suo territorio regolarmente diviso fra 3000 famiglie di nuovi coloni.
Progressivamente la città, chiamata ora Bononia, si struttura con tutti gli edifici pubblici che caratterizzavano le città romane, al centro di un paesaggio agrario regolarmente diviso e punteggiato di fattorie e ville.
La città era caratterizzata da un reticolato di strade che, incrociandosi perpendicolarmente tra loro, suddividevano gli spazi della città in isolati rettangolari, occupati da piazze, edifici pubblici, abitazioni private, fontane.
Come ogni città romana, Bononia aveva un foro, cioè la piazza principale, su cui si affacciavano i templi principali e la basilica, uno degli edifici pubblici più importanti del mondo romano, dove si svolgevano i processi giudiziari e le transazioni commerciali. Il foro sorgeva sull'attuale piazza Roosvelt.
Uno degli edifici più importanti e prestigiosi di Bononia era il teatro, costruito al margine meridionale della città, in corrispondenza dell’attuale via Carbonesi.
Le abitazioni erano inizialmente modeste, costruite in legno e mattoni intonacati e dipinti; in età imperiale, nelle case più ricche, i pavimenti delle stanze residenziali vennero decorati a mosaico, con motivi geometrici o figuràti. I vani di servizio erano invece pavimentati da esagonette o semplice cocciopesto. Le pareti erano dipinte o decorate con stucchi.
Lungo le strade che portavano verso Bononia, si trovavano le necropoli (cimiteri) dove monumenti di diverso tipo indicavano il luogo di sepoltura dei defunti. Le stele, in pietra o marmo, erano i segnacoli più diffusi. Possono presentare una semplice iscrizione, la figura o il busto del defunto, la raffigurazione di un mestiere. Le iscrizioni ci restituiscono un quadro della società bolognese, appartenente al ceto piccolo borghese, composto da artigiani e commercianti che raggiunsero un notevole benessere e di cui ancora si conservano i nomi, le cariche pubbliche, le professioni, i legami familiari.
Per documentare il periodo romano di Bologna sono state scelte due stele: la prima, in marmo bianco, è l’unica opera originale del percorso che è possibile toccare.
Se vuoi conoscere questi reperti devi porre sul leggio il foglio col disegno a rilievo tattile n.1, posizionandolo con il foro in alto a sinistra, in corrispondenza del sensore, che devi tenere premuto per qualche secondo per avviare la spiegazione.