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INTRODUZIONE ALLA SALA I (SEZIONE PREISTORICA)
INTRODUZIONE ALLA SALA I (SEZIONE PREISTORICA)
Nel territorio bolognese, le prime forme di uomo compaiono a partire dal Paleolitico (circa 800.000 anni fa), cioè dall’antica Età della pietra: si tratta di piccoli gruppi nomadi che vivono in accampamenti temporanei o al riparo di grotte e sporgenze naturali. L’economia è basata sulla caccia di animali, anche di grossa taglia, sulla raccolta di vegetali e sulla pesca. Gli uomini costruiscono ed usano strumenti in pietra assai semplici, ricavati da ciottoli raccolti lungo i corsi d’acqua.
Intorno a 11.000 anni fa (Mesolitico o Età della pietra di mezzo), gli uomini utilizzano ripari facili da montare, trasportare e rimontare: si tratta di piccole capanne coperte da pelli o frasche. L’ambiente di pianura dove oggi sorge Bologna è caratterizzato da zone paludose, dove vivono animali di medie e piccole dimensioni come lepri, cinghiali, caprioli, cervi, volpi, lupi, orsi e linci. Per cacciare le loro prede, gli uomini utilizzano archi, frecce e asce.
Circa 7.500 anni fa, dal Vicino Oriente giungono gruppi umani che introducono nel nostro territorio l’agricoltura e l’allevamento. Gli studiosi chiamano questo periodo Neolitico o Età della pietra nuova. La vita cambia radicalmente, poiché l'uomo impara a produrre il cibo e cessa di essere solo predatore. Iniziano nel Neolitico la produzione della ceramica e la pratica della tessitura. Nella lavorazione della pietra, l’uomo perfeziona una nuova tecnica: la levigatura. I villaggi sono ormai stabili.
Tra il 3500 e il 3000 a.C. inizia l'Età del Rame o Eneolitico. L’uomo continua a produrre gli strumenti della vita quotidiana in pietra, legno e osso, ma comincia anche a realizzare i primi oggetti in metallo: si tratta di armi e ornamenti che hanno un significato di prestigio.
Durante l’Età del Rame, vengono introdotte altre innovazioni tecnologiche: l’aratro a trazione animale, il carro e lo sfruttamento dei prodotti secondari dell’allevamento come il latte e la lana.
Con l’avvento dell’Età del Bronzo (2300-900 a.C. circa), l’impiego di oggetti in pietra diventa più raro mentre si diffondono attrezzi e utensili in bronzo, una lega particolarmente resistente ottenuta dalla fusione di rame e stagno. Nascono nuove forme di abitati e aumenta la popolazione in modo consistente, inoltre si perfezionano le tecniche agricole grazie alla crescente diffusione dell’aratro.
L'aspetto più caratteristico dell'Età del Bronzo in Emilia Romagna è quello delle terramare: si tratta di villaggi, di dimensioni variabili, difesi da un terrapieno e da un fossato. Al loro interno le capanne di legno sono costruite su piattaforme rialzate sostenute da palificazioni. L’economia si fonda sull’agricoltura e l’allevamento misto di ovini, caprini, bovini e suini.
La tappa n. 1 del nostro percorso si trova di fronte a te, sulla parete opposta a quella in cui si apre la porta di accesso, leggermente spostata sulla sinistra.