Salta navigazione
Museo Archeologico Bologna
[t] Apri la barra con i tasti di accesso   [x] Nascondi la barra con i tasti di accesso   [1] Contrasto normale   [2] Contrasto elevato   [3] Testo medio   [4] Testo grande   [5] Testo molto grande   [n] Vai alla navigazione principale   [p] Vai al contenuto della pagina   [h] Home page

Contenuto principale

Introduzione alla Sala XI (Bologna gallica)

Tra la fine del V e l’inizio del IV secolo a.C., le popolazioni celtiche che vivevano nell’Europa centro-occidentale attraversarono le Alpi, in cerca di nuove terre da abitare, e invasero l’Italia centro-settentrionale, giungendo fino a Roma nel 389-388 a.C..

Per circa duecento anni, nel territorio bolognese si stabilì la tribù gallica dei Boi, sovrapponendosi e convivendo con la popolazione etrusca. L’arrivo di queste popolazioni determinò un profondo mutamento del sistema economico creato dagli Etruschi, fondato sulla presenza di città. Fu adottato un tipo di popolamento articolato per villaggi e le città furono fortemente ridimensionate.

A Bologna dell’abitato dei Boi restano pochissime tracce, pertanto la loro presenza è testimoniata quasi esclusivamente dagli oggetti deposti nelle tombe. I corredi funerari consentono di distinguere le tombe maschili da quelle femminili.

Il rito funebre praticato è prevalentemente quello dell’inumazione. Le tombe sono molto semplici. Si tratta infatti di fosse di forma quadrangolare scavate nel terreno, in cui il corpo veniva deposto probabilmente protetto da elementi in legno.

I corredi maschili di tipo celtico sono generalmente caratterizzati dalla presenza delle armi in ferro e da oggetti di ornamento estranei al costume etrusco. Si riconoscono anche alcune tombe ricche di utensili legati al consumo del vino e del cibo e agli ideali atletici di tradizione etrusca, che ìndicano l’assunzione di mode locali da parte dei nuovi arrivati.

Nelle tombe femminili sono gli ornamenti personali a segnalare l’ambito etnico-culturale della defunta: particolari fogge di fibule e bracciali contraddistinguono le donne celtiche. Fusaiole, conocchie e specchi in bronzo rimandano invece alla tradizione etrusca.

Collegamenti a Social Networks